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CHI STA MALE NON LO DICE FRANCESCA CASTIELLO
4 settembre 2026. Dopo Irvine Welsh, il nostro secondo giorno al FLIP cambia voce, ritmo, prospettiva.
Alle 17.30, sul palco di Palazzo Lancellotti, arriva Alessandro Baricco. L’autore di Castelli di rabbia, Seta e Novecento dialogherà con Salvatore Toscano, scrittore e suo allievo, nell’incontro centrale di una giornata che il Festival ha intitolato “Riti di cose e parole”.
Ed è proprio da quelle parole che vogliamo partire.
Perché Baricco ha trascorso una vita a interrogarsi sulle storie: su come nascono, su come cambiano, su cosa accade quando passano dalla pagina alla voce e, soprattutto, su come continuano a trasformarsi insieme a noi.
Per SeraoAlive sarà un altro incontro tra generazioni. Dopo aver chiesto a Irvine Welsh cosa possano dire oggi i suoi personaggi a un sedicenne, con Baricco proveremo a spostare ancora un po’ più avanti la domanda: che posto hanno le storie nella vita di ragazzi cresciuti tra immagini, social, velocità e intelligenza artificiale? E che cosa può ancora fare la letteratura che gli altri linguaggi non riescono a fare?
Anche oggi la nostra redazione sarà al lavoro insieme a Radio Base, media partner del FLIP: microfoni, telecamere e regia accesi per trasmettere in diretta streaming l’incontro con Alessandro Baricco.
Non vogliamo soltanto documentarlo. Vogliamo ascoltare. E magari portarci via una frase, una domanda, un modo diverso di guardare le parole.
Diario di bordo, Giorno 2.
SeraoAlive è ancora dentro il FLIP.
Oggi, il rito è quello del racconto.
🎥 SEGUI LA DIRETTA – ALESSANDRO BARICCO AL FLIP 2026 https://www.youtube.com/live/NKTshR_4nHU?is=HgwyJTVXt66p1Oaf

Ci sono incontri che terminano quando si spengono le telecamere. Altri continuano a vivere dentro una parola.
Per noi di SeraoAlive, l’incontro con Alessandro Baricco, protagonista della seconda giornata del FLIP – Festival della Letteratura Indipendente, continuerà in una parola precisa: Terra.
Scrittore, saggista, autore teatrale e tra le voci più originali della cultura contemporanea, Baricco ha accompagnato il numerosissimo pubblico di Palazzo Salerno-Lancellotti in una riflessione sul potere delle storie, sulla scrittura e sulle trasformazioni che attraversano il nostro modo di leggere, comprendere e raccontare il mondo.
Prima dell’incontro pubblico, però, ha scelto di dedicare un tempo speciale alla nostra redazione, concedendoci una lunga intervista esclusiva. Non un saluto di circostanza, ma un confronto autentico tra uno dei maggiori scrittori italiani e un gruppo di ragazzi che sta imparando a osservare la realtà, formulare domande e restituirla attraverso gli strumenti della comunicazione.
Avevamo preparato con cura quell’intervista. C’erano l’emozione, la responsabilità e la consapevolezza di trovarci davanti a un autore che ha dedicato la propria vita alla ricerca di nuovi linguaggi narrativi. Poi il dialogo è cominciato e la distanza si è ridotta.
Baricco ha ascoltato davvero le nostre domande. Si è fermato, ha riflettuto e ha risposto con disponibilità e immediatezza, sottraendosi alle formule precostituite. Il confronto sulla scrittura, sulla lettura, sulla forza delle storie e sul rapporto delle nuove generazioni con la narrazione si è trasformato così in una conversazione intensa e spontanea.
Il momento destinato a rimanere maggiormente con noi è arrivato con la domanda di Melissa:
«Se dovesse consegnare a noi giovani una sola parola da cui partire per narrare il mondo, quale sceglierebbe?»
La risposta di Baricco è stata immediata:
«Terra».
Una sola parola, concreta e originaria, capace di raccogliere il senso profondo di tutto il nostro incontro.
Terra è il luogo dal quale si parte e quello al quale si torna. È ciò che si trova sotto i nostri piedi mentre il mondo cambia rapidamente. È radice, appartenenza e realtà, ma anche lo spazio sul quale costruire il futuro. Pronunciata da uno scrittore che con le sue opere ha attraversato epoche, luoghi e linguaggi differenti, quella parola sembra ricordarci che anche l’immaginazione ha bisogno di un punto dal quale cominciare.
La domanda di Melissa non chiedeva semplicemente di scegliere un termine. Chiedeva a Baricco di affidare qualcosa alle nuove generazioni: un’origine possibile per i racconti che verranno. E la sua risposta ci è sembrata un invito a partire da ciò che abitiamo, a osservare davvero la realtà che ci circonda e a riconoscere il punto dal quale guardiamo il mondo prima ancora di provare a narrarlo.
Forse le storie cominciano proprio così: da una terra da attraversare, da una voce che prova a nominarla e da qualcuno disposto ad ascoltare.
È in questo scambio che si riconosce il valore più profondo della nostra esperienza al FLIP. Intervistare Baricco non ha significato soltanto aggiungere un nome prestigioso al racconto del Festival. Ha significato entrare, anche solo per pochi minuti, nel laboratorio di uno scrittore e comprendere che una buona intervista nasce dall’ascolto almeno quanto dalle domande.
Dopo il confronto, il lavoro della redazione è proseguito durante l’incontro pubblico. Insieme a Radio Base abbiamo seguito la diretta, curando riprese, regia e contenuti social. Ognuno aveva un ruolo preciso, ma tutti condividevamo la stessa responsabilità: documentare l’evento e permettere anche a chi era lontano di partecipare.
Al FLIP non siamo stati semplicemente studenti presenti a un festival. Siamo stati una vera redazione: abbiamo preparato, osservato, ascoltato, intervistato e raccontato. Ci siamo misurati con i tempi, le responsabilità e la complessità della comunicazione, trasformando l’apprendimento in esperienza concreta.
È questo il significato più autentico della nostra Formazione Scuola-Lavoro: non assistere passivamente agli eventi, ma imparare a entrarvi con competenza e consapevolezza, per poi restituirli al pubblico attraverso il nostro sguardo.
La seconda giornata del FLIP ci lascia così una certezza: la letteratura continua a vivere quando riesce a generare domande. Questa volta le domande hanno avuto la voce giovane, preparata e appassionata della redazione di SeraoAlive.
E tra tutte le risposte ricevute, una parola continuerà ad accompagnarci:
Terra.
La parola che Alessandro Baricco ha scelto di consegnare a noi giovani come punto di partenza per narrare il mondo. Una parola che sentiamo anche nostra, perché raccontare significa partire dal luogo in cui siamo, imparare a guardarlo e trovare una voce capace di restituirlo agli altri.
È ciò che abbiamo provato a fare al FLIP: partire dalla nostra terra e, attraverso una domanda, aprire una storia.
Guarda la nostra intervista integrale
Lancio della nostra intervista da Palazzo Lancellotti – Salerno: https://youtube.com/shorts/K2QExsI1BKs?feature=share
Scritto da: profdovidio
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