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CHI STA MALE NON LO DICE FRANCESCA CASTIELLO
di Sofia Incoronato – Redazione SeraoAlive
Siamo studenti.
La scuola la viviamo ogni giorno, conosciamo le sue difficoltà e solo con il tempo abbiamo capito cosa significhi davvero scioperare: scendere in strada, far sentire la propria voce e avere la sensazione che, nonostante tutto, nessuno ci stia davvero ascoltando.
Scioperiamo ormai da una settimana e, se continuiamo a farlo, è perché i motivi per cui abbiamo iniziato a protestare non sono ancora scomparsi.
Forse, troppo spesso, la prima cosa che ci sentiamo dire è: «Andate a studiare».
Ma noi a scuola ci andiamo. Ci andiamo ogni mattina, con le nostre aspettative, le nostre paure, le nostre domande e la speranza che tutto quello che stiamo facendo possa aiutarci a costruire un domani migliore.
Infatti, è proprio perché la scuola ci importa che protestiamo.
Perché non siamo numeri da mettere in un registro, né ragazzi che devono semplicemente stare seduti a un banco e ascoltare in silenzio.
Siamo persone, siamo studenti, siamo giovani che stanno crescendo in una realtà piena di incertezze e che vorrebbero avere almeno la possibilità di credere nel domani.
Non scendiamo in piazza perché ci piace perdere lezioni o perché non abbiamo voglia di studiare.
Lo facciamo perché crediamo che studiare significhi anche imparare a pensare, a farci domande, a riconoscere ciò che non funziona e ad avere il coraggio di dirlo.

Allora ci chiediamo: perché, quando proviamo a far sentire la nostra voce, veniamo trattati come ragazzi in cerca di una scusa per non entrare in classe?
Dietro la nostra protesta ci sono preoccupazioni, domande e voglia di cambiare le cose.
Ci sono ragazzi che pensano al proprio futuro, famiglie che fanno sacrifici e giovani che non vogliono accettare che tutto resti così.
Non pretendiamo di avere sempre ragione, non abbiamo tutte le risposte e sappiamo che non tutto può cambiare da un giorno all’altro; ma crediamo di avere il diritto di esprimere le nostre idee e di partecipare alle decisioni che riguardano la nostra vita.
Perché il futuro di cui tutti parlano non è qualcosa di lontano per noi: è quello che ci aspetta appena usciremo da queste scuole.
E la cosa più assurda è che voi dite a noi giovani «Siete il futuro», ma ci state rubando il presente.
Non chiediamo che gli adulti siano sempre d’accordo con noi, bensì che provino a capire perché siamo qui e che smettano di confondere il desiderio di cambiare le cose con la mancanza di voglia di fare qualcosa, perché manifestare significa anche questo: smettere di stare a guardare e provare a cambiare le cose.
Siamo studenti, sì, ma siamo anche cittadini. Siamo la generazione di cui tutti parlano, eppure troppo spesso siamo anche quella a cui viene chiesto di stare zitta e aspettare.
Ma quanto tempo dobbiamo ancora aspettare?
Quanto dobbiamo scioperare prima che qualcuno capisca che, se scendiamo in piazza, è perché abbiamo delle ragioni che meritano di essere ascoltate?
Non chiediamo una scuola perfetta, né pretendiamo di avere tutte le soluzioni. Vorremmo una scuola che funzioni meglio, che sappia rispondere ai nostri bisogni e che ci dia gli strumenti per affrontare il domani senza paura. Vorremmo che qualcuno si fermasse a capire le nostre ragioni, invece di giudicarci senza nemmeno provare ad ascoltarle.
È stancante dover continuare a manifestare, alzare la voce e ribadire le stesse cose nella speranza che, prima o poi, qualcosa cambi.
Eppure siamo ancora qui, perché non vogliamo fare finta di niente e andare avanti come se fosse tutto normale.
Siamo giovani, ma questo non significa che le nostre opinioni o i nostri problemi siano meno importanti. Anche noi viviamo le conseguenze delle decisioni che vengono prese e anche noi abbiamo paura del futuro.
Il futuro sarà anche nostro, ma le decisioni che lo riguardano si prendono già oggi.
Per questo non vogliamo restare a guardare in silenzio, aspettando che siano gli altri a decidere per noi.
Non ci serve sentirci dire che siamo il futuro.
Abbiamo bisogno che qualcuno inizi ad ascoltarci adesso.
Scritto da: profdovidio
today2 Settembre 2026 781 12
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